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L’Ocse taglia allo 0,5% la crescita per l’Italia nel 2024. Dazi e conflitti pesano sull’economia.

3 dicembre 2024 · Stefania Mocchi

Nel 2025, l’aumento del Pil si fermerà sotto l’1%. Pesa anche il contesto internazionale: la ripresa mondiale si consolida, ma salgono i rischi legati ai conflitti in Medio Oriente e Ucraina e al protezionismo. Gli Stati Uniti continuano a fare da traino, mentre l’Eurozona stenta e la Cina perde slancio

L’Ocse abbassa le stime di crescita per l’Italia, portandole allo 0,5% nel 2024 e allo 0,9% nel 2025. Certo, ci sono Paesi con prospettive peggiori, a partire dalla Germania, ma il quadro economico nazionale è visto deteriorarsi: solo a settembre, l’Ocse prevedeva un aumento del Pil dello 0,8% per quest’anno. A fine ottobre, l’Fmi stimava lo 0,7%.
Il quadro globale non aiuta: l’accenno di ripresa si consolida e il Pil mondiale crescerà del 3,2% nel 2024 e del 3,3% nei prossimi due anni, afferma l’outlook pubblicato il 4 dicembre. Al tempo stesso, si fanno anche sempre più preoccupanti i fattori di rischio che caratterizzano la fragile congiuntura politica ed economica internazionale: da un lato i conflitti, a cominciare da quello in Medio Oriente, dall’altro il protezionismo, con le minacce del presidente eletto Donald Trump.
Se l’Eurozona nel complesso stenta, con crescita prevista allo 0,8% nel 2024 e all’1,3% nel 2025, l’Italia non riesce però a tenere il passo. Solo nel 2026, l’aumento del Pil supererebbe l’1%.

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