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Introdotto il rating di legalità per le aziende
3 settembre 2014 · Dott. Giuliano Zusi
Da quest'anno le aziende possono avvalersi di un nuovo strumento di verifica e attestazione della propria compliance, immediatamente spendibile nei confronti della pubblica amministrazione e del sistema bancario. Nel testo, tutte le utili indicazioni sulle modalità di ottenimento dell'attestazione
Con il Decreto Legge n. 1 del 24/01/2012, art. 5-ter, viene introdotto il concetto di RATING di LEGALITA’ per le imprese.
Detto rating (punteggio) viene assegnato dall’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) alle imprese che ne fanno richiesta e che soddisfano dei requisiti minimi in tema di legalità.
Il rating, qualora assegnato, andrà da un minimo di 1 ad un massimo di 3 “stellette”.
La richiesta e la successiva attribuzione del rating risulta particolarmente importante in quanto con il recente Decreto interministeriale del 20 febbraio 2014, n. 57 sia la concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni sia l’accesso al credito bancario vengono vincolate proprio all’ottenimento, da parte dell’impresa, di detto rating di legalità.
Nello specifico, per quanto attiene la concessione di contributi/finanziamenti pubblici, i soggetti gestori dei fondi sono obbligati a prevedere almeno uno dei seguenti sistemi di premialità per le imprese in possesso del rating di legalità:
a) preferenza in graduatoria;
b) attribuzione di punteggio aggiuntivo;
c) riserva di quota delle risorse finanziarie allocate.
In tal senso il nuovo bando del Ministero dello Sviluppo Economico per la valorizzazione di disegni e modelli pubblicato sulla G.U. del 08/08/2014, già riserva una percentuale di fondi disponibili alle imprese in possesso del rating di legalità.
Per quanto riguarda l’accesso al credito bancario, la normativa impone che le banche tengano conto della presenza del rating di legalità attribuito all’impresa nel processo di istruttoria ai fini di una riduzione dei tempi e dei costi per la concessione di finanziamenti.
Non si esclude che in un prossimo futuro il possesso del rating di legalità, annualmente aggiornato, venga richiesto anche in altri ambiti, a partire dalla partecipazione a procedure ad evidenza pubblica per l’ottenimento di appalti o la fornitura di beni/servizi nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Ad oggi, pertanto, l’ottenimento ed il successivo mantenimento del rating di legalità non è un obbligo, ma si traduce in un vantaggio che le imprese hanno già l’opportunità di spendere, soprattutto in tema di agevolazioni pubbliche.
Potranno richiedere l’attribuzione del rating di legalità le imprese, operative in Italia, che:
- abbiano raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente alla richiesta di rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza,
- siano iscritte al registro delle imprese da almeno due anni.
Ad oggi la richiesta di attribuzione del rating di legalità si basa su di un’autocertificazione resa dall’impresa attestante il possesso dei requisiti previsti che deve essere inoltrata all’AGCM in via esclusivamente telematica (con uso della firma digitale). Per la corretta compilazione di detto documento è utile il supporto di un professionista esperto in tema di diritto penale (Avvocato penalista).
A titolo di puro esempio il rating non sarà ottenibile qualora:
nei confronti dei titolari/amministratori/soci di maggioranza/direttori, è stata iniziata l’azione
penale ai sensi dell’articolo 405 del codice di procedura penale;
nei confronti dei titolari/amministratori/soci di maggioranza/direttori, per reati di cui al D. Lgs.
231/2001 e per reati tributari, sono state adottate misure cautelari personali e/o patrimoniali
ovvero se sono state pronunciate sentenze di condanna;
nei confronti dell’impresa, per reati di cui al D. Lgs. 231/2001, sono state adottate misure
cautelari, ovvero se sono state pronunciate sentenze di condanna.
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